12.09.2014

Ecco perchè vi comprerete un iWatch

Inizierà tutto così, in sordina.

All’inizio lo vedrete al polso probabilmente di una persona fanatica a priori di tutti i prodotti che sforna Apple, oppure di uno che non vi sta nemmeno troppo simpatico, che ostenta il suo benessere e deve avere sempre tutto quello che gli altri (ancora) non hanno.

Ne parlerete. Gli direte “ah, quello è un iWatch?” e lui vi risponderà cose del tipo “si, sono uno dei primi ad averlo preso. É una figata pazzesca! Il miglior prodotto che abbia mai fatto Apple.”

Voi gli chiederete il perchè e lui risponderà un ventaglio di frasi già sentite su quanto la sua vita sia più semplice da quando ha quell’orologio, può vedere la navigazione direttamente sul display dell’orologio senza bisogno di guardare il telefono, o sapere chi gli sta mandando messaggi o chi lo sta chiamando, solo girando il polso. “Pensa che puoi anche inviare il tuo battito cardiaco ad altri che hanno l’iWatch”.

Tutto questo vi sembrerà stupido e vagamente superficiale, in fondo che bisogno c’è di non dover tirar fuori il telefono per risparmiare quei tre secondi necessari nel farlo?

Voi non ne avete bisogno.

Passerà qualche settimana e piano piano lo vedrete sempre più spesso. Al bar la mattina, al polso di un manager ben vestito, giovane e curato, attento nell’avere il polsino sufficientemente corto per mostrarlo, poi al ristorante mentre siete fuori a cena, addosso ad una ragazza che conversa piacevolmente con il suo partner al tavolo e che ogni tanto, inutilmente, controlla il suo nuovo gingillo, come se dovesse essere successo qualcosa da quando ci aveva guardato cinque minuti prima.

Voi non ne avete bisogno.

Passeranno ancora altre settimane e il nuovo iCoso sarà molto più diffuso di quanto aveste potuto immaginare all’inizio. In fondo è solo un altro orologio “smart”. Ce n’erano già tanti prima che arrivassero Loro. Eppure inaspettatamente cominceranno ad essere perfetti per un regalo al papà, o al fidanzato-tecnologico. Addirittura qualcuno penserà di comprarlo per se, anche se non aveva più usato orologi dopo il 2002.

Probabilmente da un momento all’altro, nel giro di qualche giorno e dopo molti passaparola, foto su instagram, condivisioni di stato su Facebook, questo oggetto finora solo nella mente di qualche designer Californiano, inizierà ad allacciarsi con le sue bande magnetiche al polso di un numero sempre maggiore di persone che conoscete, di contatti Facebook che avete tra i vostri “amici”.

I programmatori avranno a quel punto terminato una serie di applicazioni per renderlo un oggetto sempre più indispensabile per l’umano del 2015. Vi troverete ad una cena con i vostri amici, e vi accorgerete che una buona metà di loro si parla al walkie talkie giusto per ridere, o mostra le foto su quel microscopico diplay. Penserete che per quanto microscopico, in effetti si vedono proprio bene. Inizierete anche a pensare che in fondo quell’oggetto mai uguale a quello di un altro grazie alle sue innumerevoli personalizzazioni potrebbe anche avere uno spazio sul vostro polso. Non sarete convinti e comincerete a chiedere consigli a chi già lo possiede e tutti vi diranno sempre e solo cose positive. Ognuno avrà un suo motivo per il quale consigliarvelo. Sempre differente dal motivo di un altro.

Ma ancora no, voi non ne avete bisogno.

Una noiosa domenica pomeriggio passeggerete svogliatamente dentro ad un Mediaworld, e nell’Apple Store al centro, ne vedrete esposti una decina. Ma si, in fondo potete anche darci un’occhiata. Aspetterete disinteressatamente che i ragazzini accalcati che schiacciano cose a caso si spostino al reparto della Playstation e poi vi farete avanti. L’interfaccia vi conquisterà immediatamente, nella sua perfezione armonica studiata da un team di persone con molto più gusto estetico di voi. Le funzioni, nonostante non abbiate letto nessun libretto di istruzioni e nessuno vi abbia spiegato nulla, saranno inaspettatamente facili, naturali. Passeranno dieci minuti in pochi secondi e il vostro giudizio sull’inutilità, improvvisamente avrà un altro limite. In fondo vi hanno appena pagato lo stipendio, o avete quel lavoro che vi farà guadagnare sicuramente di più di quei 349 euro.
Non ne avete ancora bisogno, ma in fondo di quante altre cose in vostro possesso avete DAVVERO bisogno? Non lo comprerete quel giorno, andrete a casa senza. Poi il pensiero ritornerà sempre più spesso e una notte, dopo aver controllato la posta, dopo aver guardato che non ci sia nessun bollino rosso su Facebook, aprirete l’Apple Store. L’articolo più venduto sarà esattamente quello. Sarà pubblicizzato con stile anche nella home page. E vi ritroverete a personalizzarlo e ad immaginarvelo addosso, anche voi parte di una comunità ora divenuta molto popolosa.
Troverete un’alchimia tra cinturino, scocca in acciaio e personalizzazioni e assieme a quella troverete anche una giustificazione per doverlo comprare.

Ora ne avete bisogno. Aggiungi al carrello.

La Apple ha già cambiato un mondo indipendentemente dalle opinioni sulle prestazioni delle batterie, sugli schermi o sulle fotocamere dei suoi telefoni. É riuscita a cambiare il mondo anche in un periodo così nero a livello economico per tutti, al punto che è diventato più importante avere un iPhone che un mese di benessere economico frutto del suo mancato acquisto. E non l’ha fatto perchè una volta analizzati, i suoi telefoni vanno “più forte” o perchè “si vedono meglio”.

É successo perchè i suoi designer, i programmatori e i team che si occupano di inventare oggetti, hanno capito che perchè un prodotto diventi l’unico che la gente vuole avere, l’ingegneria sociale è importante almeno quanto l’ingegneria tecnologica.

Preparatevi, lo stanno cambiando ancora.

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